mercoledì 30 dicembre 2015

Classifica dei videogiochi più attesi nel 2016 per Ps4



Scritto da: Ataru Moroboshi


Mancano una manciata di giorni alla fine del 2015, anno favoloso per le produzioni videoludiche in genere e per la Ps4 in particolare, se pensiamo a uscite come:
  • The Witcher III - Wild Hunt (il mio favorito in assoluto)
  • Metal Gear solid 5 - The phantom pain
  • Dying Light
  • BloodBorne
  • Follout 4
  • The Order: 1886 
  • Star Wars Battlefront
  • Transformers Devastation


Tutti game davvero divertenti o addirittura capolavori nei propri generi di appartenenza.
Il 2016 non appare però inferiore, almeno sulla carta. Ecco una classifica delle 10 uscite per Ps4 più attese per l'anno a venire. Ovviamente è fortemente filtrata dai miei gusti, all'interno dei quali difficilmente ricadono giochi sportivi o noiose ripetizioni annuali di blockbuster alla Assassin's Creed o alla Call of Duty, per fare due esempi illustri.

mercoledì 16 dicembre 2015

Adattamento di Mack Reynolds

www.fantascienza.com
Articolo di: AleK

Uscito in sordina e praticamente snobbato da quasi tutti gli appassionati di fantascienza Adattamento è l'ennesima prova di quello che la fantascienza ha da offrire alle persone interessate alla letteratura come mezzo per la veicolazione delle idee e non come vuoto intrattenimento.

Mi dispiace ammetterlo, ma la fantascienza è considerata letteratura povera da chi non la conosce proprio perché quello che l'appassionato medio ama nel genere, lo è, motivo per cui inizio a comprendere sempre di più  gli editori e gli autori che pubblicano opere palesemente rientranti nel genere senza però etichettarle come "fantascienza", perché in questa maniera non solo possono sperare di raggiungere un pubblico più amplio rispetto a quello degli appassionati, ma anche perché, così facendo, possono rivolgersi a coloro che possono realmente apprezzare il testo, senza sorbirsi lamentele sul fatto che ci sia poca azione, poco sense of wonder, troppe considerazioni sociali, troppa politica, troppa economia, ecc... insomma, senza subire lamentele sul fatto che sia un bel libro.

martedì 15 dicembre 2015

Alieni coprofagi dallo spazio profondo di Marco Crescizz

www.vaporteppa.it
Articolo di: AleK

Voglio tranquillizzare subito il lettore che si imbatte in questo titolo bizzarro introducendo subito il contenuto dell'opera: non si tratta di un libro sulla coprofagia o sull'obesità o sull'asocialità, non è neppure un'opera di Bizarro fiction, nonostante la presenza di un elemento un po' bizzarro. Si tratta di un'opera che parla di pigrizia mentale.

Il nostro protagonista è obeso, è vero, e ha pure serie difficoltà a relazionarsi con chi lo circonda, sfogandosi sul cibo, per non parlare del fatto che viene rapito da alieni che si sballano sniffando i suoi peti e ingurgitando le sue feci...
Eppure tutto questo è solo il contorno che inquadra un qualcosa di più ampio: il problema del protagonista è principalmente l'accidia e il suo percorso di formazione/tentativo di cura, per quanto assurdo, non è differente da quello che ogni persona, con gli stessi problemi di tedio verso una situazione qualsiasi, deve affrontare quotidianamente per un lasso di tempo più o meno lungo.

Il vantaggio offerto da questa ambientazione quasi surreale è di non aver reso questo tema un mattone strappa lacrime, buonista e pieno di buoni consigli, baci e abbracci. E' un'ottima storia tragicomica, ben scritta e a tratti avvincente, che non fa sconti a nessuno...


martedì 8 dicembre 2015

Le meraviglie del possibile - Seconda parte

Articolo di AleK

Tempo fa scrissi un articolo, che vi consigli di leggere prima di iniziare questo, dedicato a questa antologia (link) facendo una classifica (brrr..) dei vari racconti pubblicati. Il problema è che si trattava dell'edizione del 1973, ovvero l'unica (credo) ristampa mutilata di questa raccolta, nella quale mancavano ben 13 racconti rispetto l'edizione originale e a tutte le altre ristampe, compresa quella attualmente in commercio e che potete vedere nell'immagine qui a fianco.

Con questo articolo cerco di colmare la lacuna scrivendovi le mie opinioni sui racconti esclusi. Come al solito, più che di recensioni, si tratta di commenti sui temi trattati, le recensioni sono cose serie: analisi tecniche che richiedono una certa competenza (e anni di studi) cosa che non mi compete.
Questo è un blog, una sorta di diario pubblico in cui scrivo (nel mio spazio) riflessioni o articoli divulgativi. Delle opere di cui parlo, mi interessano molto di più gli spunti di riflessione che può fornire e  le idee dell'autore che emergono, mi focalizzo su questioni tecniche solo quando i pregi o i difetti sono così evidenti da esser colti pure da me.

Tutta questa pappardella è per tranquillizzare gli esperti di fantascienza che prendono troppo sul serio i miei articoli scandalizzandosi se stronco porcherie grandi opere di grandi autori e pure i cerebrolesi che se non leggono un Per me ogni riga iniziano a piangere, ora che è scritta e brilla di tutta la sua inutilità, possiamo iniziare con gli sproloqui...

giovedì 26 novembre 2015

Galassie di Barry Malzberg

www.fantascienza.com
Articolo di: AleK

Galassie di Barry Malzberg edito da Della Vigna nel 2012 è un libro di fantascienza che parla di fantascienza usando come artifizio narrativo i commenti di un autore ad un immaginario libro in corso di scrittura.
Nonostante possa apparire come un Saggio, si tratta comunque di un romanzo nel quale viene abbattuta, in un certo qual modo, la Quarta parete... in questo caso non sono i personaggi a rivolgersi al pubblico ma il narratore/autore.
Affermo che non si tratti di un saggio perché spesso il passaggio dal romanzo vero e proprio (la storia di Lena che cade nella galassia nera) alla parte commentata non è sempre di facile identificazione, le due parti dell'opera sfumano continuamente da una all'altra.

Come avrete capito, si tratta di un qualcosa di molto particolare e, vi anticipo, anche un poco polemico, visto che Malzberg usa questo espediente per fornirci direttamente e senza filtro le proprie idee e opinioni sulla fantascienza e il mondo in generale.

Ed essendo molto particolare, non è neppure facile da recensire...

martedì 17 novembre 2015

Ratatouille di Brad Bird (2007, Pixar). Il vostro unico limite sia il vostro cuore!



Scritto da: Ataru Moroboshi


Una settimana fa mi sono trovato a discutere del futuro scolastico di una ragazzina; i sui genitori mi chiedevano consiglio su quali scuole le potessero esser più utili. Come risposta, ho preso la famigliola e ho mostrato loro "Ratatouille". Risultato? 
Lei non ha scelto nulla, ma suo padre ha deciso di licenziarsi!

Ratatouille è una maestosa e relativamente recente (2007) opera del famoso studio Pixar e seppur non sia la migliore in assoluto (ma certamente sul podio), trova spesso spazio nelle mie riflessioni, come nella recente post su "Gli incredibili". La genesi del film di animazione Ratatouille è stata molto lunga, travagliata e ha compreso addirittura una sostituzione alla regia, col passaggio da Jan Pinkava al grande Brad Bird. Questo "travaglio" ha comunque originato un'opera che ha conquistato il grande pubblico e il premio Oscar come miglior film di animazione, nel 2008.

Nonostante ciò, perché perdere tempo a descrivere qualcosa che quasi tutti avranno già visto alla sua uscita in sala, o successivamente in DVD?

Semplice, perché il contenuto di questa pellicola non ha mai smesso di essere attuale e di gridarci cosa fare delle nostre vite.

"... non permettere a nessuno di imporvi dei limiti solo perché siete quel che siete, il vostro unico limite sia il vostro cuore"





martedì 3 novembre 2015

Dopo la caduta di Nancy Kress

www.delosstore.it
Articolo di: AleK

E rieccomi a scrivere un'altro di quegli articoli che mi regaleranno tanti mal di pancia...
Nacy Kress (della quale ho già discusso a proposito dello stupendo Mendicanti in Spagna) è una delle autrici più quotate tra gli esperti di fantascienza e il libro in questione è stato addirittura premiato nel 2013 con i premi Nebula e Locus, dunque mi metto il cuore in pace e mi preparo a ricevere la mia dose settimanale di spocchioso, blogger che scrive sciocchezze, ti credi meglio degli esperti del Locus, ecc...
Già perché, nonostante tutto, io sono rimasto profondamente  deluso dal finale di quest'opera, tanto da ritenere incredibili i premi ottenuti nonostante l'indubbio valore del romanzo nella prima parte. Anche se in fondo, riflettendoci bene, rappresentano comunque un segno dei tempi, come vedremo in seguito.
Spero solo che qualcuno legga fino in fondo questa mia recensione, riuscendo a cogliere cosa mi è piaciuto dell'opera e perché certe cose le ho disprezzate.

E' evidente che la mia idea di buona letteratura e buona fantascienza sia esattamente agli antipodi rispetto a quella degli appassionati o degli esperti, dei quali non capirò mai come facciano a mettere sullo stesso livello qualitativo una storia quasi New age come questa e il capolavoro Storia della tua vita di Chiang, dove la fisica e la linguistica vengono utilizzate come base per speculazioni fantasiose e non vengano stuprate da del misticismo buttato là a caso e mascherato da (cito testualmente) autoconservazione in senso darwiniano.

Purtroppo, per spiegare nel dettaglio il perché della mia delusione (anche se immagino sia già chiaro con questa introduzione) dovrò fare pesanti anticipazioni di trama, se non avete ancora letto il libro e siete interessati a farlo, non proseguite con la lettura...


giovedì 29 ottobre 2015

Servono davvero le reflex full frame? Consigli per gli amatori che sognano il formato pieno, ma che difficilmente lo sfrutterebbero.

Scritto da: Ataru Moroboshi


Siamo vicini alla fine del 2015 e cominciano alcuni bilanci; quest'anno ho avuto modo di compiere alcuni importanti viaggi nel mondo e nel contempo fare diverse passeggiate sulle nostre belle alpi e prealpi.
Essendo un amante della fotografia (post sul Tamron 24-70 mm f 2.8), ho sempre il dilemma se portare con me la preziosa e pesante reflex full frame, oppure qualcosa di più semplice e leggero.
Quest'anno ho optato per entrambe le soluzioni: un buon cellulare da tener con me nei viaggi a "corto raggio", ovvero in luogi in cui potrei tornare facilmente e lungo i sentieri montani. Alla mia fida Nikon restano i viaggi più esotici, in luoghi in cui non è detto che riesca a tornare.
E' il momento per un po' di considerazioni.

Grazie mia fantastica reflex e grazie Kyoto.

lunedì 26 ottobre 2015

I cannibali di Candyland di Carlton Mellick III

www.vaporteppa.it
Articolo di: AleK

Dopo alcune settimana di noia assoluta dedicate alla lettura di racconti di space opera, mi è arrivata una gradita boccata d'aria fresca dalla pubblicazione di un nuovo racconto lungo di Mellick. E, questa volta, dopo la parentesi di Pugni di armadillo che non mi aveva convinto molto, si tratta di un'opera che ho apprezzato parecchio.

Recensire questo racconto non è stato facile, nelle pubblicazioni italiane non si è seguito un ordine cronologico che rispettasse la pubblicazione originale e da ciò deriva che diversi temi presenti in quest'opera potrebbero erroneamente apparire come riciclati da altre, quando è in realtà il contrario.
Fuggire da questo inganno mentale è veramente difficile pur essendo consapevoli del fatto, dunque per fare un lavoro critico adeguato sarebbe necessario rileggere tutte le opere in ordine cronologico in modo da poter notare efficacemente come vari elementi cari all'autore vanno cambiando col tempo e vengano riutilizzati in altri contesti.
Forse un giorno lo farò, per ora dovrete accontentarvi di impressioni post lettura dallo scarso valore critico...

giovedì 22 ottobre 2015

[Riflessione] Gli Incredibili di Brad Bird

"Non ho speranze, ma insisto..."
Articolo di: AleK e Ataru Moroboshi

[Articolo scritto a quattro mani da AleK e Ataru. Non c'è una vera e propria divisione tra chi ha scritto cosa, a volte sembrerà scrivere l'uno, altre volte l'altro.]

Il mio pensierino di oggi prende spunto da Gli Incredibili di Brad Bird, ma toccherà vari argomenti e un po' ne avevo accennato nella recensione di Mono no aware quando parlavo di eroi.
Innanzi tutto, se avete letto il mio articolo su I migliori lungometraggi d'animazione, saprete che adoro questo film. Quando uscì, più di dieci anni fa, fu una piccola rivoluzione per il genere cinematografico a cui appartiene, ovvero a quello dei blockbusters d'animazione, quei film che devono necessariamente piacere quasi a tutti per potersi piazzare ai vertici dei film con i maggiori incassi della stagione. Film che di solito vengono studiati a tavolino per riuscire nell'impresa.

Per essere onesto, tutti i film Pixar precedenti a questo erano stati dei piccoli miracoli. Si avvertiva la mano (e la mente) di un autore dietro la loro realizzazione, con una personalità, delle idee e dei contenuti da discutere e non, come accade per i film di quel tipo, un consiglio d'amministrazione che impone retorica e contenuti standard, tutti uguali.
Questo però, per la prima volta negli U.S.A. era un film adulto. La morte ed il pericolo erano concreti e reali, anche per i piccoli della famiglia. I problemi dei protagonisti non erano retorici pipponi sull'amicizia e il volersi bene, ma problemi lavorativi e rapporti con i capi, conflitti d'infanzia, drammi esistenziali di adolescenti e di adulti, mostrando le differenze tra le tre età:
il voler emergere e l'essere discoli;
la ribellione e la necessità d'essere accettati;
l'insofferenza ad una vita monotona e il problema della realizzazione personale.

lunedì 19 ottobre 2015

[AAR] Space Hulk (third edition) di Richard Halliwell

Articolo di: AleK

Oggi vi propongo un resoconto molto particolare (eufemismo) di una partita a Space Hulk, un classico gioco di schermaglie degli anni ottanta riproposto negli ultimi anni in ben due nuove edizioni aggiornate sia dei materiali che del regolamento: la terza edizione (in oggetto) del 2009 e la quarta edizione del 2014.

Tema della partita sarà: "Quando il calcolo delle probabilità va in ferie" ovvero l'incubo di ogni giocatore...


venerdì 16 ottobre 2015

Maze Runner - La Fuga (2015), di Wes Ball. Trama con spoiler, tranne sul finale!

Scritto da: Ataru Moroboshi


Detesto riassumere i film, ovvero occuparmi della cosa che meno mi interessa in un'opera cinematografica, la trama. Lascio in genere che di questa incombenza si occupi Wikipedia. Eppure questo "Maze Runner - La fuga", seconda fatica di Wes Ball, è parecchio trascurata dall'enciclopedia online più famosa del globo. Pochissime parole che tralasciano gran parte di ciò che ammirerete sul grande schermo. E allora perchè non occuparmene? 
In fondo l'opera prima del regista, "Maze runner - Il labirinto", non mi era piaciuta, ma non mi aveva neppure fatto soffrire troppo. Certo il target era, ed è, young adult, ma avevo visto opere per adulti molto meno tollerabili.
Inoltre è previsto un terzo capitolo, perciò volevo valutare se gli spunti presenti nel secondo capitolo, sarebbero riusciti a condurmi nuovamente in sala.
  
Locandina originale, presa da qui.

giovedì 15 ottobre 2015

Self/less di Tarsem Singh (2015). A quale limite ci si può spingere per restare eternamente giovani, belli, ricchi ed in salute? Direi ... fino all’estinzione!

Prima parte scritto da: Ataru Moroboshi


Ho visto questo Self/Less senza pregiudizio alcuno, senza neppur aver visionato il trailer e conoscendo nulla in merito a trama e regia. In pratica, sono stato attirato da alcuni amici al cinema, con l’inganno, forse perchè ormai sono considerato uno "stracciameeeenchia" per i film!

Presa da qui.

Sarebbe però bastato verificare i lavori precedenti del regista, l’indiano Tarsem Singh, con una breve ricerca in Wikipedia:

Lungometraggi

·         The Cell - La cellula (The Cell) (2000)
·         The Fall (2006)
·         Immortals (2011)
·         Biancaneve (2012)
·         Self/less (2015)


Ebbene, da questa inconsapevole esperienza, che lezione ne traggo?

mercoledì 14 ottobre 2015

Cronache di Mondo9 di Dario Tonani. Ovvero la fine della sospensione dell'incredulità.

Articolo di Fedmahn Kassad

Attenzione l'articolo contiene spoiler sulla trama.

Per spiegare meglio perché ho intitolato così il mio articolo, ritengo sia necessario fare una breve premessa.
La sospensione dell'incredulità, come è noto ai lettori di narrativa di genere fantastico, è il tacito compromesso tra lettore ed autore per effetto del quale in nome del sense of wonder (senso del meraviglioso) e nel nome di una tranquilla fruizione dell'opera letteraria, il pubblico accetta a priori una serie di elementi (magia, tecnologie futuristiche, ecc.) inesistenti nella realtà, ovvero nella quotidianità in cui viviamo, purché vi sia una logica o coerenza interna che unisca tutti questi elementi "fantastici" rendendoli in qualche modo plausibili.
Ma cosa succede quando l'autore viene meno al compromesso con il lettore? La risposta è ovvia, il libro non piace.
Ebbene, premesso ciò, tengo a ricordare che uno dei principali eventi che, in questo 2015, ha caratterizzato l'asfittico mondo dell'editoria fantascientifica italiana è stata la recente pubblicazione del primo Urania Millemondi (una delle più gloriose collane "figlie" di Urania, che ospita solitamente antologie di narrativa breve come ad esempio i vari Year's Best Sf di Hartwell e Kramer) dedicato interamente ad un autore italiano, ossia Cronache di Mondo9 di Dario Tonani, autore più volte Premio Italia e le cui opere sono state tradotte e pubblicate negli Stati Uniti ed in Giappone, evento piuttosto raro per uno scrittore italiano di fantascienza.

martedì 13 ottobre 2015

Effetto valanga di Mack Reynolds

www.delosstore.it
Articolo di:AleK

Dopo aver discusso di Mercenario, non si poteva non prendere in considerazione uno dei libri più (tristemente) noti di Mack Reynolds. Per lo meno, noto in Italia.

Scritto nel 1974 questo libro ha cessato di essere un testo di fantascienza per convertirsi in uno profetico nel 2008. Anche se c'è da aggiungere che il futuro immaginato da Reynolds, per quanto popolato da politici inutili, affaristi senza scrupoli che guidano la politica, masse ignoranti, era comunque migliore del nostro presente: per lo meno in quel mondo la ricerca spaziale è proseguita fino a creare basi lunari... davvero troppo ottimistico.

Ma, aldilà del mondo molto simile al nostro, l'evento cruciale  descritto nel libro, e che lo rende tristemente famoso e profetico, è la devastante crisi economica immaginata da Reynolds, così simile alla crisi attuale da lasciare una profonda sensazione di amarezza dopo la lettura, nonostante si tratti comunque di una commedia leggera.
Più che amarezza, forse frustrazione di fronte all'ineluttabilità degli eventi, nonostante denunce, nonostante avvisi, sempre l'umanità preferisce mungere la vacca finché è grassa senza curarsi del futuro. E nessuno può (o vuole) fare qualcosa per cambiare.

venerdì 9 ottobre 2015

Il giorno dell'incarnazione di Walter Jon Williams

www.delosstore.it
Articolo di: AleK

Questo racconto potrebbe essere considerato quasi una lettura ideale dopo aver letto La scala di Schild di Egan, anche qua siamo di fronte a un ipotetico futuro in cui il concetto di "umanità" viene riveduto e limitato alla sola coscienza, escludendo il corpo.
E anche qua, purtroppo, si commette la stessa ingenuità del ritenere il carattere o l'identità personale solamente dipendente dalla propria mente, quando in realtà, quello che siamo, dipende anche dal corpo (per approfondire, consiglio la lettura dell'ottimo La musica della vita di Denis Noble).

In ogni caso, le analogie col romanzo di Egan, finiscono qua, Il giorno dell'incarnazione utilizza idee analoghe per trattare altri temi, di natura meno intimista e più politica, riuscendo a integrarli perfettamente con la storia narrata senza forzature.

In poche parole, mi è piaciuto, e ora vi spiego il perché...

mercoledì 7 ottobre 2015

"Air - Custodi del sonno" di Christian Cantamessa (2015), con Norman Reedus, Djimon Hounsou e Sandrine Holt

Scritto da: Ataru Moroboshi


Christian Cantamessa è un famoso sceneggiatore nel campo dei videogiochi; ha firmato il recente e premiato "La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor" (2014) e l'incontestabile capolavoro "Red Dead Redemption" (2010). A quanto pare però non disdegna neppure il mezzo più classico della pellicola e si è dedicato alla regia di questo "Air", del quale a breve, potrebbe uscire l'adattamento videoludico ... ma guarda un po' la vita!

Non sono solito citare molto gli attori di un film, salvo non sian incredibili nel bene (come Robin Wright, post su "The congress" di Ari Folman) o nel male (cagnacci maledetti come Jim Sturgess, post su "Upside Down" di Juan Solanas). In questo caso ho fatto una eccezione per sottolineare una singolarità, saranno praticamente i soli interpreti che vedrete ed uno su tre apparirà solo poche volte!

Presa da qui.

Bene, soldi risparmiati per soggetto, sceneggiatura e messa in scena?

lunedì 5 ottobre 2015

Mendicanti in Spagna di Nancy Kress (e un pizzico di Echea di Kristine Kathryn Rusch)

www.delosstore.it
Articolo di: AleK

Mendicanti in Spagna è un celebre e pluripremiato romanzo breve di Nancy Kress espanso in seguito in un romanzo lungo con lo stesso titolo (in realtà, in Italia il titolo cambia in Mendicanti di Spagna) che darà origine ad una trilogia.
In questo articolo parlerò solo del romanzo breve originale e non dell'espanso o dei seguiti.

Dunque, se fossi un provocatore, ripensando a tutte le caratteristiche associate a questo libro (novella famosissima, vincitrice dei principali premi di genere, osannata dagli esperti) direi che ha praticamente tutte le caratteristiche necessarie per essere una porcheria...
Ma per fortuna non sono un provocatore (^^) e non commetterò l'errore, Mendicanti in Spagna, a differenza di altri titoli (ops ^^) ha meritato davvero la fama che possiede ed è uno dei pochi titoli che consiglio senza riserve.

Naturalmente, se vi interessano solo l'azione o il puro sense of wonder, lasciate perdere, per voi ci sono tanti altri orribili libri a cui dedicarsi, perché perdere tempo con uno dei pochi ottimi?


martedì 29 settembre 2015

Un cantico per Leibowitz di Walter M. Miller

www.mondourania.com
Articolo di:  AleK

L'articolo di oggi riguarderà un classico della fantascienza oltre che un capolavoro senza tempo da leggere senza riserve. E sottolineo il senza tempo visto che stiamo per ripiombare nella guerra fredda, nel caso che qualcuno non se ne fosse accorto...

Come al solito, non vi parlerò dettagliatamente della storia o della struttura del libro, per quello c'è un articolo su Wikipedia (che vi consiglio di leggere), ma andrò direttamente, senza tanti preamboli o presentazioni, ad affrontare alcuni temi che mi hanno particolarmente interessato. E per farlo andrò molto, ma molto controcorrente, per lo meno rispetto alle varie recensioni lette in italiano o in inglese. Soprattutto per quanto riguarda il tema dell'Eutanasia.
Per farlo però è assolutamente necessario che riporti, come prova a supporto delle mie argomentazioni, parti del libro, tra cui il finale... anche se per la sua particolare struttura, questo non va a inficiare il piacere della lettura, capirete che leggersi il finale di un'opera potrebbe non essere esattamente la cosa più piacevole che si possa fare, è meglio dunque, nel caso non conosciate l'opera, che smettiate di leggere quando citerò l'estratto del libro. Ma tranquilli, vi avviserò esplicitamente prima di farlo, dunque la prima parte della recensione può essere letta tranquillamente.

lunedì 28 settembre 2015

Love, di William Eubank (2011). La solitudine di un astronauta e del genere umano. Recensione priva di spoiler.

Scritto da: Ataru Moroboshi

Avevo apprezzato The Astronaut - The last Push (post su A noi vivi), mi era piaciuta l'idea di un astronauta completamente solo che decide di rischiare e abbandonare tutto, per inseguire pienamente l'umana pulsione esplorativa. 
Però qualcosa strideva. Malgrado la buona costruzione ed il mio personale apprezzamento dell'opera, appariva davvero difficile credere possibile che volontariamente una persona potesse accettare, avendo la possibilità di evitarla, la solitudine completa
In fondo, anche nel recente Interstellar del buon Christopher Nolan, quando veniva recuperato uno scienziato criogenizzato su un pianeta possibilmente abitabile, dopo il risveglio ed un bel pianto questi recitava proprio la condivisibilissima frase:
"Pregate di non sapere mai quanto può esser bello vedere il viso di un altro". 

Insomma, la socialità è una prerogativa (non esclusiva) della nostra specie ed il comportamento del protagonista di The astronaut mi era apparso un po' troppo risoluto. A metterci una "pezza" ci pensa un film molto simile e che è uscito nelle sale ben un anno prima! Magia-magiaaa.
Parlo di Love, pluripremiato film statunitense, uscito in sala il 14 febbraio (!) 2011, diretto da William Eubank ed autoprodotto dal gruppo rock degli Angels & Airwaves.



giovedì 24 settembre 2015

"Inside Out" di Pete Hans Docter (2015) Disney Pixar. Gioia (e non solo) per occhi, mente e cuore.

Scritto da: Ataru Moroboshi


Diretto e concepito da Pete Docter, geniale e premiata mente dello studio Pixar, questo film di animazione ha lo scopo di mostrare l'importanza delle nostre emozioni nei processi decisionali.
E' un obiettivo molto alto, perchè normalmente le emozioni vengono riprodotte su schermo per coinvolgere lo spettatore e farlo empatizzare con gli interpreti di un film.
Inside out vuole invece far ragionare sul valore delle singole emozioni.

Immagine presa da qui.

Esperimento riuscito?

martedì 22 settembre 2015

Il ciclo di vita degli oggetti software di Ted Chiang

www.delosstore.it
Articolo di: Alek

L'ultimo (e unico) articolo del blog riguardante un'opera di Ted Chiang risale a più di un anno fa ed era una recensione/classifica della raccolta di racconti Nove inframondi. Raccolta nella quale il racconto di Chiang spiccava sugli altri in maniera abbastanza clamorosa.

Che dire, tutto ciò che ho letto di questo autore l'ho sempre apprezzato e, nonostante si dica che questo romanzo breve non sia all'altezza dei suoi racconti più celebri, quest'opera non fa eccezione. Certo in quelle affermazioni c'è del vero, pure io non lo reputo straordinario al livello di altre sue storie, come lo strepitoso Storia della tua vita, però resta per me un libro superiore a tanti altri che hanno affrontato lo stesso tema. Anzi, lo reputo superiore alla maggior parte dei libri che ho letto ultimamente, compresi quelli che mi sono piaciuti.

Per fare un esempio, non tanto recente, di un racconto che tratta il tema delle intelligenze artificiali e dei loro diritti (anche se in maniera molto diversa, parlando comunque di esseri umani) e che ho apprezzato, ma che reputo un gradino sotto per stile e profondità rispetto a questo libro, vi citerò Il giorno dell'incarnazione, di Walter Jon Williams.
Se avrete la pazienza di andarvi a leggere la recensione che ne feci a suo tempo, scoprirete che ho apprezzato l'opera di Williams, eppure, a mio parere, Chiang ha una marcia in più...


lunedì 21 settembre 2015

Star Trek: The Next Generation s04 e23 "L'ospite". Riflessioni sull'amore e sulla "confezione".

Scritto da: Ataru Moroboshi

Non faccio mistero di amare la serie Star Trek: The Next Generation (post sulla Donna perfetta) e di trovarla invecchiata piuttosto bene, malgrado i circa 25 anni sulle spalle, ma non è di questo amore che vorrei discutere!
Traendo spunto dalla trama dell'episodio 23 della 4° serie, "L'ospite" o "The host" in originale, vorrei lanciare qualche spunto per questo breve post sull'ammmmore,
quello vero,
quello con tante m!

Immagine presa da qui.

martedì 15 settembre 2015

Quando c'era Marnie di Hiromasa Yonebayashi

www.luckyred.it
Articolo di: AleK

Da dove iniziare a parlare di quello che potrebbe essere l'ultimo film dello Studio Ghibli (in realtà, sembrerebbe di no, ma fa sempre un certo effetto scriverlo ^^)?
Non è facile.
Soprattutto per chi, come me, segue questo studio d'animazione da almeno tre lustri, da quando gli Esperti di cinema ci davano degli sfigati per guardare i cartoni animati (e non riuscivano a vedere le differenze neppure tra un film Pixar e uno Dreamworks buttandoli nello stesso calderone dell'animazione al computer), per poi passare all'epoca in cui non eri un Esperto di cinema se non davi a Miyazaki del Poeta e per finire ai tempi nostri in cui ne sai a pacchi solo se li critichi, perché ormai piacciono a tutti....

Che squallore.
Pensare che sognavo i tempi in cui questi film avessero avuto più diffusione.
Guardo il passato e vedo il presente, un po' questo film tratta anche di questo argomento: i sogni della fanciullezza e la tremenda realtà della vita.

Non è nel mio stile non essere chiaro fin dall'inizio su di un'opera, ma questo film mi ha messo in crisi, l'ho tanto odiato all'inizio quanto amato nel finale. E il finale è importante... nonostante i difetti dunque, lo reputo un bel film.

lunedì 14 settembre 2015

Lamù, Urusei Yatsura di Rumiko Takahashi, "Festa d'addio", ultimo episodio TV

Scritto da: Ataru Moroboshi

Lamù, la ragazza dello spazio, è una serie televisiva dello studio Pierrot, tratta dal manga omonimo (titolo originale うる星やつら Urusei yatsura) opera della geniale Rumiko Takahashi, autrice di tanti capolavori, fra cui i certamente noti Ranma 1/2 ed Inuyasha, o il tanto amato Maison Ikkoku.

La serie tv di Lamù è stata prodotta fra il 1981 e il 1986 e mostrata sugli schermi italiani a partire dal 1983 ... quanto tempo, una vita!
Non è mai passata sulle reti RAI o Mediaset (a quei tempi Fininvest ... avete parimenti tutto il mio disprezzo!), bensì solamente su reti locali e questa è stata paradossalmente la sua fortuna, perchè gli ha evitato il triste processo della censura
La serie ha perciò mantenuto anche in Italia il grande pregio di essere permeata da un sano erotismo, già a partire dal primo episodio, dalla comparsa della indimenticabile protagonista; per noi bambini di quegli anni era una cosa impossibile da ignorare!



Trattasi di una serie molto lunga, ben 195 episodi, 217 nella versione italiana, in cui venivano numerati anche i mezzi episodi iniziali.
Alla fine della serie fu ripetuto l'episodio n° 67 "Da quando te ne andasti", scelto tramite sondaggio pubblico (in Giappone) come il favorito fra tutti.
Proprio oggi, dopo tanti anni, mi sono deciso a vedere l'ultimo episodio, "Il lungo addio".
 
Nella grande festa in maschera finale, ci finisce pure Ralph Supermaxieroe!

martedì 8 settembre 2015

Blestemat - strigoi, rumeni e maledizioni di Federico Russo

www.vaporteppa.it
Articolo di: AleK

L'articolo di oggi inizia con una dichiarazione rilasciata da Carlo Fruttero nel 1968 durante la trasmissione RAI L'Approdo e riportata nella tesi di dottorato Letteratura fantascientifica italiana della PhD Giulia Iannuzzi a pagina 127:
<< Noi non abbiamo naturalmente pregiudizi verso gli autori di fantascienza italiani, è piuttosto che lo scrittore di fantascienza italiano si trova davanti a delle difficoltà che gli anglosassoni non hanno. Facciamo il caso più banale per la fantascienza: supponendo un arrivo di astronave marziana, un disco volante marziano, o venusiano o di Aldebar, che arriva - non so - a Little Tree per esempio, nel Nevada, in un Stato americano spaziosissimo, vasto... abbiamo dietro questi spazi, queste parole, questi nomi di città, tutto un bagaglio figurativo ricchissimo, cioè l'FBI che viene subito informata, il Presidente degli Stati Uniti, il Congresso; lo stesso paesaggio è immenso, è vastissimo. Immaginiamo la stessa situazione nel comune di Boffalora in provincia di Milano. Il disco atterra e arrivano i pescatori del Ticino e chi avvertono? L'FBI? No, avvertono il maresciallo dei Carabinieri, poi da lì telefonano al sindaco, il sindaco prende una Seicento e corre dal prefetto... Si vede subito che la situazione drammatica cade, cade [disgraziatamente] e diventa un bozzetto di vita locale, che può avere degli effetti ironici, divertenti, ridicoli, folkloristici, ma che non ha nessuna forza drammatica, nessuna presa sul lettore. Una storia così va giocata sullo scherzo >>

A parte le varie fallacie logiche sui nomi e il "provincialismo" Fruttero, per giustificare la propria scelta di non pubblicare opere di fantascienza di autori italiani, si inventò un esempio ad hoc per supportare la propria teoria (introducendo un'altra fallacia: "L'Argomento Fantoccio") che cade a proposito per parlare di Blestemat, un libro umoristico ambientato in Puglia, tra badanti dell'est, masserie che vendono ricotta e studenti fuori corso.
Ma come? Aveva dunque ragione Fruttero? La provincia italiana può prestarsi solo a opere umoristiche?
Non proprio, anzi, sarà un'opera scanzonata e scherzosa a dimostrare il contrario...

lunedì 7 settembre 2015

Arte e memoria presso il Sentiero del Silenzio, Campomuletto, Comune di Gallio, Altopiano di Asiago



Scritto da: Ataru Moroboshi e consorte.

Ho già scritto di luoghi simbolo di una guerra mondiale, la seconda, nella descrizione del toccante museo della pace (post 1) o del parco memoriale (post 2) di Hiroshima. Ebbene, a distanza di migliaia di km, in un altro continente, in un differente contesto ed in riferimento ad una diversa guerra mondiale, la prima, ho incredibilmente ritrovato le stesse toccanti atmosfere.
Il merito va a 10 opere di arte moderna sapientemente disposte all'interno del Sentiero del Silenzio che circonda Campomuletto, nel Comune di Gallio (Altopiano di Asiago). Questa passeggiata priva di difficoltà, é una escursione circondati da un paesaggio incantevole e nel contempo un complesso viaggio nel passato: montagne meravigliose che hanno conosciuto gli orrori degli uomini, ma anche la loro resistenza e coraggio.
 
Immagine presa dal sito ufficiale (link)

Ogni opera d'arte ha un preciso significato simbolico che richiede un minimo di contemplazione e di riflessione per esser compreso. 
Inizia il percorso...

giovedì 3 settembre 2015

La donna perfetta - Da Star Trek The Next Generation ad una classifica dei migliori personaggi femminili

Scritto da: Ataru Moroboshi

Partiamo, come spesso capita, col chiarire che il titolo originale "The Perfect Mate" (ep. 21, quinta serie di Star Trek TNG) significa in realtà "La compagna perfetta" e non la femmmmena, come invece vorrebbero far intendere i mai abbastanza maledetti localizzatori italiani. Confido che per loro sia disponibile "lo stesso girone infernale riservato ai pedofili e a quelli che parlano a voce alta al cinema" (citazione della bella serie Firefly del 2002).

L'episodio inizia con l'Enterprise che diviene la sede dei trattati di pace fra due mondi in guerra (Krios e Valt Minor). L'ambasciatore di Krios porta con sé un dono pacificatore, un enorme bozzolo che per errore si schiuderà prematuramente liberando Kamala, una donna geneticamente predisposta per comprendere desideri, bisogni ed adattarsi al partner. Per raggiungere la perfetta armonia dispone solo di pochi giorni, ma in questo lasso di tempo incontrerà un piccolo grande uomo ... non voglio rovinare la visione dell'episodio, aggiungo solo un indizio: è capitano dell'ammiraglia della Federazione.

Battute a parte, Kamala è purtroppo l'emblema della donna oggetto ed il buon Picard lotterà (contro i propri istinti!) per farle raggiungere una diversa consapevolezza.

Tranquilli, il capitano non si sposa, ma ci mette lo zampino! Presa da qui.

Malgrado tutto ciò, l'episodio di Star Trek TNG è per me solamente la scusa per classificare nel modo più becero possibile quale siano realmente le donne "perfette" presentate al cinema, in televisione o tramite gli altri media, negli ultimi 20-25 anni.
Quindi se siete donne emancipate, divorziate, arrabbiate e pure se siete in quei giorni (!), per favore saltate questo post ... davvero, è leggero, estivo, stupido e si occupa volutamente solo di ragazze bellissime ed irreali.

Se volessi partire seriamente citerei Ellen Ripley dalla saga cinematografica Alien, o Dian Fossey dal film "Gorilla nella nebbia", o Samantha Jones dalla fortunata serie Sex in the city, ma non è proprio questa la finalità.

Ripley da Aliens - Scontro finale
Samantha è la mia preferita del quartetto.

Partiamo con la classifica.

lunedì 31 agosto 2015

Mercenario di Mack Reynolds

www.fantascienza.com
Articolo di: AleK

Mercenario di Mack Reynolds è per me un piccolo gioiello letterario che andrebbe assolutamente letto da chiunque e sicuramente una delle migliori pubblicazioni del 2015.
Si tratta (se non erro) di una delle prime opere dell'autore, perlomeno dei primi romanzi, ed è stata scritta nel 1962.
È importante tenere bene a mente la data visti i contenuti e le critiche sociali presenti nell'opera, giacché sembra di ritrovarsi tra le mani un libro scritto in questi anni e che descrive la società di oggi.

È l'esempio giusto per comprendere quel che reputo grande fantascienza, non un libro perfetto dal punto di vista letterario ma un libro la cui grandiosità e importanza non risiedono nello stile letterario o nella trama, bensì nel contenuto.

E sono proprio i contenuti, così drammaticamente attuali, la ragione per cui andrebbe letto da chiunque, perché quella che viene messa in scena è davvero la nostra società...


mercoledì 26 agosto 2015

[AAR] Patchwork di Uwe Rosenberg

Articolo di: AleK

Era tempo che non si pubblicava un After Action Report di un gioco da tavolo sul blog.
Per chi non avesse dimestichezza con i termini usati, si tratta di un resoconto fotografico di una partita a caso (non preparata in precedenza) che ha l'obiettivo di mostrare le meccaniche di gioco e le opzioni disponibili per i giocatori.
Questo, come altri articoli nella stessa etichetta, non sono guide strategiche o recensioni, sono semplicemente esempi di gioco reali col fine di far conoscere l'opera.
Come sempre, nel caso il gioco vi interessi, potrete approfondire le informazioni cercando sul sito de La Tana dei Goblin o nel relativo forum, mentre se vi state chiedendo dove si possano acquistare prodotti di questo tipo, potete consultare questo elenco di negozi on-line.

Ma iniziamo...

lunedì 24 agosto 2015

Paradiso amaro (The Descendants) di Alexander Payne, 2011. Quando l'eredità non è solo questione di denaro!

Scritto da: Ataru Moroboshi

Può un regista e sceneggiatore che ha la paternità di film che hai trovato orribilmente ignobili (Jurassic Park III) o quantomeno pesanti (A proposito di Schmidt), creare qualcosa che ti divertirà, che percepirai come profondamente vero e che ti toccherà (va che diventi cieco!) l'anima?
Potrà creare una storia semplice, ma non banale, che parli di amore e relazioni umane in un modo non ipocrita?

Avrei risposto certamente di no, ma Alexander Payne è riuscito, grazie probabilmente all'aiuto dei coautori Nat Faxon e Jim Rash, ad annichilire i tuoi pregiudizi, ambientando alle isole Hawaii la storia di una famiglia, come lascerebbe intendere il titolo originale "I discendenti", riuscendo per una sola ed unica volta a convincerti appieno.


Locandina del film, presa da qui.

Ovviamente la locandina originaria fa inturire di cosa tratterà il film. Quella del DVD italiano invece non proprio, ma l'importante è che le italiane lo comprino pensando al paradiso che farà viver loro il bel Giorgione Clooney ... Ci vuole un girone infernale apposito, solo per i tizi del marketing!

Presa da qui.

lunedì 17 agosto 2015

Upside Down di Juan Solanas (2012). Quando la metafora sociale lascia spazio alle creme di bellezza!

Ammetto di essermi convinto a vedere questo Upside Down, solo perchè trascinato dalla presenza della dea Kirsten Dunst e non per il tema fantascientifico-sociale della contrapposizione fra due mondi vicinissimi: uno ricco e senza risorse, uno povero e sfruttato dal primo. 

BDS: Benedetta Dal Signore! Presa da qui.

A qualcuno per qualche strana associazione mentale stanno venendo mente il buon "In Time" scritto e diretto da Andrew Niccol (2011), o la reale situazione africana e di alcuni paesi del Sud America?
Si? 
Bene, 
dimenticateli e non cercate soluzioni di macroeconomia in questo Upside Down
E' risaputo che il richiamo della "vaginga" (cit. di Scrubs) possa fregare, ma è forse questo il caso?

Locandina francese (!) presa da qui.

giovedì 13 agosto 2015

Davy l'eretico di Edgar Pangborn

Articolo di: AleK

Oggi parlerò di un libro particolare, ricordato spesso con affetto dagli appassionati di fantascienza, ma del quale si parla molto poco.

Prima di iniziare però è necessaria una premessa importante: nonostante la copertina dell'edizione italiana (che nulla ha a che vedere con gli eventi narrati) e nonostante l'ambientazione post-apocalittica, Davy l'eretico non è un libro d'avventura o d'azione, ma tutt'altro, è un testo molto lento e riflessivo, privo di azioni eroiche o grandi gesta e che ha come protagonisti persone qualsiasi prive di particolari doti (a parte un sano scetticismo di fronte ai fatti della vita, cosa che ormai è una virtù rara) che possano attrarre chi cerca intrattenimento o sense of wonder.

Sebbene non lo consideri un capolavoro, trovo il libro di Pangborn un testo interessante, soprattutto per discutere della deriva irrazionale legata alla superstizione alla quale il mondo sembra destinato a finire ancora oggi, dopo decenni dalla stesura di questo libro...


lunedì 10 agosto 2015

Automobili a guida autonoma: riflessioni su ricadute sociali ed economiche. Come cambieranno le nostre vite?

Scritto da: Ataru Moroboshi

Post leggero leggero, "estivo", inerente al settore dell'autotrasporto, in particolare incentrato sul tanto preannunciato futuro delle vetture a guida autonoma, sempre più vicino.
Molti libri (soprattutto di Philip Dick), serie TV e film lo hanno già descritto da tempo: chi non ricorda Supercar (Knight Rider, 1982-86), od i tremendi "Minority Report" (2002) di Steven Spielberg, "Io robot" (2004) di Alex Proyas,  Total Recall (2012) di Len Wiseman (remake peggiorativo del bel "Atto di forza" di Paul Verhoeven del 1990)?
In tutte queste opere la guida autonoma era solo di contorno (eccetto in Supercar, ove era il fulcro) e non vi erano riflessioni sulle implicazioni.

Manca poco "amico mio". Immagine presa da qui.

Che siate favorevoli o contrari, è certo che dovrete accettarle, perchè è un progresso tecnico inevitabile: sarebbe come dirsi assolutamente contrari alla commistione fra internet e telefonia, appena un decennio fa. Una lotta contro i mulini a vento.

Quando nei prossimi 10-20 anni, le leggi e le infrastrutture cambieranno, permettendoci di accettare di non essere più parte attiva del processo di trasporto di persone e merci, cosa cambierà socialmente ed economicamente?

La Google Car, 1° esempio di guida autonoma. Immagine presa da qui.