lunedì 7 settembre 2015

Arte e memoria presso il Sentiero del Silenzio, Campomuletto, Comune di Gallio, Altopiano di Asiago



Scritto da: Ataru Moroboshi e consorte.

Ho già scritto di luoghi simbolo di una guerra mondiale, la seconda, nella descrizione del toccante museo della pace (post 1) o del parco memoriale (post 2) di Hiroshima. Ebbene, a distanza di migliaia di km, in un altro continente, in un differente contesto ed in riferimento ad una diversa guerra mondiale, la prima, ho incredibilmente ritrovato le stesse toccanti atmosfere.
Il merito va a 10 opere di arte moderna sapientemente disposte all'interno del Sentiero del Silenzio che circonda Campomuletto, nel Comune di Gallio (Altopiano di Asiago). Questa passeggiata priva di difficoltà, é una escursione circondati da un paesaggio incantevole e nel contempo un complesso viaggio nel passato: montagne meravigliose che hanno conosciuto gli orrori degli uomini, ma anche la loro resistenza e coraggio.
 
Immagine presa dal sito ufficiale (link)

Ogni opera d'arte ha un preciso significato simbolico che richiede un minimo di contemplazione e di riflessione per esser compreso. 
Inizia il percorso...

1 - PACE RITROVATA - Travi di legno incastrate fra loro disegnano una gabbia nella quale si può entrare da un piccolo perugio scavato alla sua base. All'interno di essa si colloca una scultura raffigurante una colomba: é immediato il parallelo con altri tipi di prigioni a cielo aperto, quali erano per i soldati del primo conflitto mondiale le trincee.




2 - PIETÀ - Quattro croci greche interconnesse fra loro sono orientate verso il monte Ortigara, ove moltissimi ragazzi di differenti fedi e nazionalità hanno perso la vita.



3 - SPERANZA - Dodici braccia in bronzo emergono dal terreno porgendo in alcuni casi ai visitatori fiori o lettere. Le braccia si elevano al cielo, come le preghiere e le speranze di tutti quelli che hanno invocato la pace durante il conflitto.




4 - LETTERE - Grandi lastre metalliche sono collocate in modo apparentemente disordinato sul terreno. Sulle loro superfici sono riportate alcune lettere inviate alle proprie famiglie dai soldati al fronte. La storia della grande guerra si mescola così con la grande storia di ciascuna vita.


Molte immergono nella guerra più di un film, spiegando come il terrore di morire in trincea possa portare alla pazzia. Altre, come quella sotto riportata, non sono solo ricche emotivamente, ma hanno un messaggio davvero inatteso quanto profondo:

"Carissimi,

é tardi, ma non ho sonno, oggi ho dormito molto in trincea, consumo l'ultima luce della candela scrivendo vi è pensandoci.

Non c'è molto male, non debbo lamentarmi, sarei cattivo, in questo fronte ci sono degli austriaci strani, troppo buoni, troppo cari, non sparano mai, ci lasciano in pace.

Davvero gli austriaci non sono più quelli di una volta, vi è in loro meno vigore offensivo, meno attività, hanno l'aria di certa gente rassegnata che segue la propria sorte, il proprio cammino discendente.

Eppure è gente magnifica.

Oggi ho incontrato nell'altipiano due loro cimiteri con tante croci allineate nel verde come tante sorelle dolenti, su ciascuna un nome, hanno più  di noi il culto dei morti.

Ho provati un senso di pietà infinita per tutta quella gente sacrificata ed abbandonata, illusa; su quelle croci ho pregato.

Non siamo noi come loro?

La mia baracca, un povero rifugio da mendicante, i miei soldati l'hanno rattopato.

Ci fermeremo qui forse a lungo, e noi ne siamo contenti, e gridiamo alla fortuna, un pò di Trentino non fa male a nessuno.

Poi verrà la licenza invernale, poi la pace.....

Sono tutti sogni che nascono nella nostra mente giovanile, che non vuol disperare, ma che domani potrebbero essere delle dolcissime realtà".

Questa lettera da sola, vale la modesta fatica di percorrere il Sentiero del Silenzio.


5 - TESTIMONI - Profili in metallo di soldati, in parte smembrati, ma comunque eretti e disposti circolarmente.
Il gruppo persiste, malgrado le ferite di alcuni e la morte di altri. I resti di ogni soldato sono in terra, all'interno del cerchio, nessuno di essi è perduto finchè qualcuno ricorderà il loro sacrificio.





6 - ESERCITI - Decine di elemetti, metà italiani e metà austriaci si contrappongono componendo un quadrato sul terreno, al centro del quale sono presenti 4 teschi umani in metallo, indistinguibili. Ci si può "leggere" che il solo risultato dello scontro può esser la morte, su entrambi i fronti, ma anche che nella morte tutte le motivazioni, le diatribe e tutte le differenze cessano di esistere.





7 - FIORE VIVO - Tanti fiori grandi e di metallo, tutti arrugginiti, ne circondano uno solo colorato, che dona la speranza agli alti che la vita possa rifiorire.




8 - LABIRINTO NERO - Grossi massi sono diposti in modo tale da creare un labirinto in cui possa passare una sola persona alla volta. Dalla periferia è poco visibile, ma man mano che ci si avvicina al centro della composizione si nota un blocco di granito scuro, in contrapposizione alle altre pietre bianche. Su di esso è incisa la parola pace in 36 lingue diverse. La pace deve esser cercata da tutti




9 - GLI IMMORTALI - Grosse pietre disposte casualmente al suolo, portano ciascuna le iniziali di alcuni soldati, in memoria di tutti i dispersi e dei defunti che queste montagne e boschi hanno conosciuto.




10 - FRUTTI GLORIOSI - Una enorme buca nel terreno, creata da una granata, viene colmata con questi tronchi secchi a cui sono appese piastrine di riconoscimento giganti. Questi tronchi non sono nati in questo luogo, ma è certo che qui hanno terminato il loro ciclo. Nella buca restano, piantati e spezzati, come molti soldati prima di loro, di entrambi i fronti.
Ciò che origina dalla granata sono solo questi tristi ricordi.




Se passate per l'altopiano di Asiago, non perdetevi questo sentiero; la difficoltà e la fatica sono pressochè nulle, mentre la soddisfazione ed il piacere di cogliere il racconto di ciascuna opera è davvero grande, soprattutto per dei bambini.

Informazioni utili.
Questa passeggiata parte dal rifugio Campomuletto
Tel: 0424 1945807
Cel: 348 3162529

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